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Molini Marzoli Massari
Progettistaingegner Guazzoni
Silvio Gambini
CommittenteSocietà Anonima Molini Marzoli Massari
AnnoCostruzione1906-1926
Stilerazionalista e Liberty
NazioneItalia
CittàBusto Arsizio

Il cubo, la sfera, il parallelepipedo e un singolare rapporto tra di essi rappresentò un tema compositivo che servì da modello per gli allievi della Wagnerschüle. I Molini Marzoli Massari a Busto Arsizio si avvicinano a questa concezione dell’architettura. Il progetto iniziale, del 1906, riguardava i fabbricati del molino, dei sili, della sede amministrativa, della officina con parti di servizio, della cabina elettrica e delle scuderie, progettate dall’ingegner Guazzoni, presso il quale, come già detto in precedenza, Gambini lavorava.
Successivamente, Gambini, dopo aver lasciato nel 1915 lo studio del Guazzoni (che morirà due anni dopo), si occupò della realizzazione dei magazzini del grano e le autorimesse, demolendo le scuderie e gli alloggi per i carrettieri; alcuni reparti di magazzinaggio e pulitura; l’edificio per l’insacco e la saccheria; i serbatoi e la cabina della pompa.
Lo stabilimento Marzoli è l’unico per la lavorazione del grano sul territorio bustese. Aveva una capacità di 500 quintali di grano tenero e qui veniva svolto l’intero processo di lavorazione del cereale.
Al piano seminterrato erano posizionati i macchinari elevatori, al piano rialzato i laminatoi, al primo piano i filtri e gli aspiratori e al secondo piano i buratti per il setacciamento del grano.
Il complesso era collegato alla linea ferroviaria che occupava l’attuale sedime del viale Cadorna (detto “della Gloria”) prima di essere spostata più a est, nella posizione attuale. L’area dei Molini ha un’estensione di poco più di 9000 mq e al suo interno sono ancora visibili i binari che collegavano il complesso edilizio alla rete ferroviaria. In linea orizzontale, la scansione ritmica delle superfici, il volume bloccato, la composizione centrale, il rigore logico distributivo delle piante dei fabbricati, la simmetria prospettica, uno stile spoglio che attinge la sua espressione dai principi costruttivi e dall’uso onesto dei materiali, uno spiccato senso della monumentalità, sono tra i caratteri dell’architettura di Otto Wagner; caratteri che si posso ritrovare nel complesso dei Molini Marzoli Massari.

Planimetria Molini Marzoli Massari

Planimetria generale dei Molini Marzoli Massari con indicate le date di costruzione dei singoli edifici del complesso

Citando G. Magini dal libro “Busto Arsizio. Architetture pubbliche” «il mulino è un prototipo di fabbrica, nel senso che è uno degli esempi più antichi di associazione di una macchina ad un edificio».
Tutti i corpi di fabbrica presentano volumi geometrici semplici (grandi parallelepipedi sviluppati in orizzontale o verticale) con lineari superfici di prospetto a mattoni a vista e intonaci bianchi, scandite da modanature a poco rilievo ripetute in sequenza continua, che racchiudono aperture vetrate rettangolari, arricchite da eleganti profilature a motivi sinuosi nel corpo di fabbrica del molino vero e proprio e marcature in rilievo in cotto nel silos-tramogge; nella palazzina, destinata a rappresentanza, il gioco decorativo si fa più ricco con elementi floreali in cemento e ferri battuti di complesso raffinato disegno.
L’aspetto decorativo peculiare degli edifici del Molino appare più materico e coloristico che floreale, quindi più vicino, come già accennato, alla severità compositiva, ma colorita, di Otto Wagner e all’Art Nouveau austriaca, piuttosto che a quella belga e francese. Il complesso fu abbandonato negli anni ’60, e oggi sono sede di:

  • il Centro Tessile Cotoniero sui tre piani (rialzato, primo e secondo) dell’edificio Molino;
  • una Sala convegni (Sala Tramogge) per 221 posti al piano rialzato e rialzato dell’edificio Tramogge;
  • la mensa nell’edificio sud su due piani (ex stalla e fienile);
  • il Polo Scientificio Tecnologico lombardo nell’edificio Tramogge e il relativo incubatore nel seminterrato degli edifici Molino ed Insacco, oltre che nell’ex deposito;
  • il Centro di Formazione/Diploma Universitario in Biologia, indirizzo Farmacologico e Tossicologico dell’Università dell’Insubria: nella palazzina, con la segreteria, la presidenza, gli studi per docenti e le sale riunioni; nell’edificio Insacco con tutte le aule normali e speciali e la biblioteca; nell’edificio a un piano su via Alberto da Giussano a disposizione di corsisti e studenti;
  • l’ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Busto Arsizio;
  • un distaccamento degli uffici della Polizia Municipale.

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