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Giorgio Morandi
Data di nascita20 luglio 1890
Data di morte18 giugno 1964
Paese di nascitaItalia

MORANDI

Bologna 1890-1964

vive tutta la sua vita a Bologna, spostamenti e viaggi sporadici. è comunque al corrente di ciò che succede.

famiglia di donne. rapporto con sorella Dina

da giovane ha interesse per l'arte.

-->personalità che lo porta a scegliere e non a subire l'arte

personaggio riservato, anche dal mondo delle gallerie ecc..

-pitture che parlano di pittura, non è l'oggetto a far la differenza, ma il discorso dell'arte che deve rimanere. ci racconta la storia di mezzo secolo di pittura

-studia all'accademia di Bologna, conosce Licini

-nel 1910 va qualche giorno a Firenze e vede Masaccio, Giotto, Piero d.f… studia la classicità e la mette da parte. conosce l'arte di Firenze, il futurismo toscano. lo invitano per far mostre, anche se del futurismo non ha molto, anzi. es: ritratto sorella Dina -->lui cerca la sintesi, va quasi per forme solide.

le sue ricerche sono più orientate alla Francia. Cezannè è per lui una folgorazione: ne prende l'idea di organizzare le forme. allo stesso tempo le cose perdono forma e volume, rimane in piedi uno scheletro.

-raccoglie stimolo i per costruire un'arte tutta sua

-1914, chiamato in guerra ma poi subito congedato per una malattia: i suoi lavori risentono dei rumori della guerra. es vaso di fiori che sembrano in apparenza dolci, ma ben guardati sembrano non aver vita.

consapevolezza della guerra: nature morte dove gli oggetti non hanno consistenza.



-Sfiora la metafisica di De Chirico e Carrà, ma il suo punto di partenza e il suo scopo sono diversi: lui indaga il vuoto e il silenzio che non si arricchiscono di enigmi e misteri (è più vicino a Magritte) è solo formale la sua.



-ritorno all'ordine, si ritorna all'ordine guardando il passato e quindi i classici, gli antichi. guardando indietro parlano di modernità ,

M prepara i colori come lo facevano i maestri antichi, come disse De Chirico: 'ritorno al mestiere'.

dipinge nature morte per tutta la guerra, non fa pero paesaggi.

negli anni '20 anche i fiori diventano più compatti: vasi dal sapore classico in cui mette fiori che si fossilizzano e non sentono la precarietà dell'attimo. -rapporto intellettuale con la natura.

-->M cerca la stabilità: dispone gli oggetti in un ordine gerarchico + costruzione dei volumi ricercata con sapienza.

riflette sulla classicità che ha i valori della geometria: riprende i vecchi canoni e vede fino a che punto sono validi oggi.

(guarda chardin)

M sa lasciare quel poco di suggestione e poesia che fa si che le cose anno un fascino che accompagna la storia dell'uomo.



-1921: fa il primo paesaggio dopo la guerra: quasi astratto, casa che diventa un parallelepipedo luminoso. paesaggio povero di elementi ma cmq molto ricco,

-ora fa fiori diversi, con unn a pittura più densa e 'indisciplinata' rispetto a prima. + usa fiori più poveri, fiori di campo come i papaveri, il vaso risulta quasi un'apparizione.

-1925: autoritratto: si rappresenta con gli attrezzai di lavoro, la tavolozza con i suoi colori e pennelli, ma non nel momento dell'azione, ma nel momento in cui pensa= lui deve sempre prima pensare l'opera.

- a metà degli anni '20 le nature morte si incupiscono e si affollano.

-fina anni '20= anni di riconoscimento per lui.



-M e L'incisione. le fa per tutto il suo lavoro; la prima è del 1912

predilige l'acquaforte.

-incisioni realizzate con pazienza, incide la lastra in maniera meticolosa e scupolosa

-1930 insegna incisione all'accademia di Bologna

-lui fa stampare le lastre al suo affidato Petrucci

-linee organizzate che si interrompono per lasciare spazio al bianco, e si intensificano sempre con precisione per ottenere in nero

-cerca di riportare la dimensione pittorica

-fa incisioni con tondi che richiamano l'arte classica




oggetti che rimangono leggeri

-M dipinge ed incide come pensiamo l'oggetto, come lo ricordiamo






Con gli acquerelli esprime al meglio l'esplicazione del suo pensiero: con il tempo non da più peso alle cose ma ai ricordi.

anche qui sfiora l'astrazione, oggetti sembrano più delle ombre, visioni o miraggi= evocano, non descrivono.

caraffe prive di peso

segno che stimola il sentimento, emozione e racconto della vita

-incisione non è solo riempitempo, ma la vive come preparazione alla pittura, anzi alle volte l'incisione viene dopo il quadro

-anche negli anni venti si riflette il ritorno all'ordine nell'incisione: rigoroso ordine e precisione, incroci regolari ed ossessivi. + volumi marcati. -->oggetti che non appartengono più al singolo ma alla storia del'uomo.

-alla fine degli anni '20 l'incisione e la pittura si schiariscono + spazio più fuso con il tutto.

-anni 30 sottrae tanto che rimangono solo le sagome




19/04/12 Dopo gli anni '30:

-anni 30: -elementi nuovi come pennellate sfaldate, stese meno compatte, non c'è più il desiderio di equilibrio geometrico. forme meno pesanti, oggetti cominciano a bagarre sulla superficie del tavolo, sono più disordinate e vibranti, più trasparenti.

contorni a volte non ci sono tutti.

-(in Italia non vi era solo la pittura di regime: dal '36 si sono diffusi i 'chiaristi', ed inoltre è qui che in sto periodo nasce l'astrattismo)

-'38: natura morta con nuovi colori mai usati prima come un rosso, un celeste, sempre più ricordi, e meno oggetti.

-torna costantemente il Paesaggio: scorci del mondo che lo circonda, vedute strette, luoghi che fa suoi e reinterpreta come il "cortile di via fondazza"

-paesaggio con la firma nel cielo, toni di Cezanne, si esaurisce nella vegetazione davanti.

anche nei paesaggi la natura diventa più disordinata.

-50= anni di ripresa dalla guerra,

-62, case che sembrano due nuvole

-55:"ritengo che quello che esprimere la natura, cioè il mondo visibile sia la cosa che maggiormente mi interessa"



'quello che importa è toccare il fondo, l'essenza delle cose'



guerra

-41 oggetti sono presenze biancore

tendono sempre più a raggiungere il limette del tavolo, le ombre si allungano, risentono ancora della guerra.

-nel 42 dipinge una bottiglia in uno spazio tremolante, interiorità, forza e violenza espresse allo stesso modo nella crocifissione di Guttuso = due modi per affrontare uno stesso stato d'animo

-43, tornano le conchiglie, nnon c'è guerra che possa soffrire la durezza della loro corazza

-43 espone alla quadriennal romana le opere fatte a Grizzana



-47, la guerra è finita, gli oggetti ritrovano il centro ma sono cmq cambiati: spesso non hanno il baricentro dritto, sembrano inclinati, non hanno più l'armonia degli anni passati, lo spazio intorno a loro è più vasto.

si aggiungono nuovi colori come l'arancione ed il viola, che non sono squillanti, sono colori sofferti

-49: spazi segnati dalle ombre, non dalle figure



DOPO ANNI 50:

-dopo la guerra riemerge dall'isolamento da Grizzana e chiede di andare in pensione dall'accademia

-anni di riconoscimenti, anche se lui spesso rifiuta offerte di mostre ecc perché vuole essere lasciato in pace, vuole finire le sue cose, e dice di non avere nulla da portare (lavora lentamente)

-fa in questi anni le opere più intense e più vicine all'astrattismo, oggetti sempre meno delle cose e sempre più delle idee

-colori più raffinati e vibranti, cerca sempre un determinato timbro

-apre gli anni 50 con vasi di fiori meno compatti che sembrano aprirsi -52, vaso di fiori con grigi che virano più verso gli azzurri, colore si sfalda, più trasparente

-p.126: l'astrazione fa dimenticare la parte oggettiva

-alcuni oggetti diventano più squadrati, meno allungati. sono cmq oggetti cambiati dalla guerra,riportano il sentimento di dispersione

-il punto di vista spesso è anke dall'alto

-le cose perdono il contorno e diventano simboli

- ci fa fare i conti con ciò che sta fuori e dentro di noi

-integra sempre bene a firma

-(in sto periodo nasce un mercato di falsi suoi)

-nelle nature morte gli oggetti diminuiscono

-64= ultima natura morta che stava ancora finendo ma muore prima: c'è ancora più spiritualità, le cose lasciano posto al ricordo, ma ancora più all'anima; i contorni si perdono, bottiglia a metà, troviamo 3 semplici oggetti.



--> fino all'ultimo rimane lui, testardo e coerente.

fino all'ultimo sa ancor anche può' dire tanto con i suoi poveri e piccoli oggetti, al contrario la sua pittura è profonda

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